Descrizione

Cliente: Parrocchia Arcipresbiterale dei Santi Nazario e Celso Martiri
Location: Pagazzano (BG) – Piazza Marconi
Progetto dell’opera: Arch. Gualtiero Oberti
Anno di completamento: Ottobre 2007

Natura dell’opera: Lavori di conservazione e ridefinizione degli apparati artistici e decorativi della Chiesa dei SS. Nazario e Celso Martiri

Il progetto di conservazione della chiesa ha previsto il completo recupero architettonico dell’edificio e il restauro conservativo di tutti i cicli pittorici interni.
La lavorazioni previste sono state:
1) la rimozione temporanea degli arredi, la rimozione dei pavimenti esistenti, lo scavo e la realizzazione di importanti opere di consolidamento strutturale mediante la realizzazione di travi in c.a. per il consolidamento delle fondazioni;
2) la realizzazione di un vespaio aerato e la rimessa in opera degli altari e dei pavimenti rimossi in precedenza;
3) il consolidamento puntuale delle murature in pietrame mediante interventi di cuci-scuci e tirantature;
4) rimozione dell’orditura lignea secondaria della copertura e completa sostituzione con recupero del manto di copertura, conservazione delle capriate in legno;
5) il restauro di elementi decorativi delle pareti interne;
6) la realizzazione di una nuova pavimentazione in marmo all’interno dell’aula e del presbiterio, oltre che sugli altari laterali;
7) il coordinamento per la realizzazione dell’impianto di riscaldamento;
8) il coordinamento per la realizzazione dell’impianto elettrico;
9) la realizzazione di varie opere di dettaglio.

La Chiesa di Pagazzano:

Le vicende della chiesa di Pagazzano sono legate alla storia del castello. Con bolla 11 maggio 1219 Papa Onorio III la donava al vescovo di Pavia, alla cui diretta dipendenza, unico fatto in tutta la bergamasca, essa rimarrà per seicento anni, fino cioé al 1820. Inoltre un “istrumento” del 20 febbraio 1249 un tal Giuffredo é detto arciprete di Pagazzano. Anche un figlio di Bernabò Visconti, di nome Galeazzo, godette di questo titolo.

Più volte rinnovata nei secoli, la chiesa ebbe l’assetto attuale con l’ampliamento iniziato l’8 febbraio 1877 e concluso nel 1890. Sorsero allora il presbiterio, il coro e le due navate laterali. I pilastri con lesene ioniche addossate scandiscono lo spazio interno. Fu consacrata col titolo dei Santi Nazario e Celso il 19 agosto 1900 dal vescovo Camillo Guindani.

Piuttosto scarse le opere pittoriche: una S. Famiglia del ‘600, copia del Barocci; i Misteri del rosario all’altare omonimo, eseguiti ad olio su rame (‘800); la pala centrale con la Gloria dei santi Patroni, un buon lavoro di Luigi Galizzi (1900). La decorazione generale con molte medaglie si deve a Girolamo Poloni di Martinengo, che si valse per le dorate dell’aiuto di Luigi Bergamelli (1906).

Tra gli intagli spiccano i due angeli dell’altare maggiore in legno dorato e policromo del ‘700; il Cristo morto e un Crocifisso in legno furono scolpiti da Giovanni Maria De Dei di Gromo S. Martino nel 1893.

La costruzione dell’organo é stata attribuita a Natale Balbiani (1836-1912). Ripreso da Bortolo Pansera nel 1895, esso venne in seguito riparato e restaurato dai Piccinelli e dai Cornolti nel 1927. Il definitivo ripristino/restauro é stato curato dalla ditta Cortinovis & Corna di Albino (1990-93).

L’agile campanile in cotto fu eretto dalle fondamenta nel 1890 – come é anche attestato dalla lapide esterna alla costruzione. Un primo concerto di cinque campane, benedetto dall’arciprete Gian Battista Colpani nel 1773, venne rifuso nel 1911 dai fratelli Barigozzi di Milano nell’attuale concerto in “do maggiore”. L’11 agosto 1951 il vescovo Adriano Bernareggi consacrava le due campane più grosse, fuse da Angelo Ottolina, in sostituzione di quelle requisite nel 1942, tempore belli.