Descrizione

Cliente: Parrocchia San Giovanni Battista
Location: Bagnatica (BG) – Piazza Libertà
Progetto dell’opera: Arch. Francesco Camozzi – Geom. Roberto Breda
Anno di completamento: Settembre 2005

Natura dell’opera: Ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo (tetto e facciate) Chiesa Parrocchiale

RELAZIONE DEI LAVORI ESEGUITI:

CHIESA: In data 07/10/2004 hanno inizio i lavori di restauro conservativo della chiesa di Bagnatica, nello specifico la sistemazione della copertura ed il rifacimento degli intonaci esterni. Dopo aver raccolto le offerte di varie ditte il consiglio economico ha deciso di affidare i lavori all’impresa Edile Poloni di Alzano Lombardo. A ponteggi montati è emersa la necessità di rimuovere il manto di copertura del timpano in piombo ormai ammalorato e presentante varie fessurazioni, con conseguenti infiltrazioni che hanno danneggiato tutta la sottostante parte muraria: tale parte muraria è stata rimossa e ripristinata con malte speciali SIKA, i basamenti dei pennacchi sono stati risagomati e consolidati con Ancora BS 91, il rivestimento in piombo è stato sostituito con una lamiera di rame 8/10 aggraffata e saldata.

Durante l’esecuzione di questi lavori è emerso che il timpano, sottoposto ai movimenti dei soli operai che vi lavoravano, oscillava pericolosamente, quindi si è deciso di intervenire ancorandolo mediante due puntoni alle travi in c.a. precedentemente gettate per sgravare la cupola dai carichi del tetto: tali puntoni sono in fase di realizzazione e sono costituiti da profilati IPE 180 collegati fra loro e irrigiditi da tiranti incrociati.
Il 09/12/2004 cominciano i lavori per la sistemazione del tetto: rimosse le tegole e le onduline catramate ammalorate l’assito, che dall’interno sembrava sano, si è rivelato marcio e tarlato, quindi si è proceduto alla sua rimozione quasi totale; la struttura portante (trave di colmo, terzere e dormienti) è stata affiancata o sostituita dove necessario, sempre sotto l’occhio vigile del direttore lavori geom. Roberto Breda e del direttore cantiere ing. Signori dell’impresa Poloni.
Dopo aver integrato la struttura portante e rimesso in quota tutti i travetti è stato posato il nuovo assito, con verniciatura antitarlo e antimuffa; di seguito sono stati posizionati i coppi tipo frate-suora della ditta Molinà con nasello, agganciati uno per uno per ottenere un manto di copertura che non scivoli col passare del tempo e con le intemperie. È stato inoltre montato (come la legge impone) un sistema di linea di vita sul tetto costituito da pali in acciaio zincato, saldamente ancorati alla struttura del tetto, e da una corda in acciaio, il tutto montato dalla ditta COMED: tale sistema deve garantire la sicurezza durante i normali lavori di manutenzione della copertura.
I canali di rame sono stati mantenuti, dopo un attento esame che ne ha rivelato il buono stato di conservazione, salvo l’aggiunta di nuovi tiranti in rame.
In copertura è stato montato un sistema elettrico antipiccione su tutti i canali di gronda, le decorazioni sotto gronda, la croce e dovunque i volatili si possono fermare e sporcare le facciate o i sottostanti passaggi.
Il 27/12/2004 cominciano i lavori di scrostamento dell’intonaco di facciata, che in molti punti si mostra completamente staccato dalla sottostante muratura e trattenuto solamente dalle lesene laterali dei pilastri: inoltre ha un notevole spessore, che varia da 3 a 10 cm. L’intervento della sovrintendenza ha vietato lo scrostamento totale delle facciate obbligando a mantenere, ove possibile, il vecchio intonaco in calce: dopo tali prescrizioni è stata prodotta una tavola dalla direzione dei lavori, che individuava le zone intonacate a calce e quelle intonacate a cemento. Finalmente si procede allo scrostamento di circa il 70% delle facciate ed emerge allora una situazione di incatenamenti delle murature di straordinaria meticolosità e precisione, eseguiti in legno con capichiave in ferro,che legavano tra loro i vari muri eseguiti in tempi successivi.
Purtroppo però il tempo ha distrutto completamente le parti lignee all’interno della muratura in pietra e il sapiente lavoro dei nostri avi ha perso di efficacia consentendo l’instaurarsi di fessurazioni verticali in continua espansione. È stata allora indetta una riunione straordinaria fra la Committenza, la Direzione dei lavori, l’impresa ed il consiglio economico per illustrare lo stato di fatto e addivenire ad una soluzione: dopo aver trascorso una serata ad analizzare il problema con la proiezione di foto e proposte di soluzioni si è deciso di interpellare un noto strutturista (ing. Verdina) per studiare il problema statico complessivo ed analizzare la soluzione proposta dall’Impresa Poloni, consistente in nuovi incatenamenti realizzati con apposite perforazioni.
Dopo alcuni ripensamenti, tra cui quello di Don Diego Tiraboschi, che proponeva di scassare orizzontalmente le murature per rimuovere e sostituire le catene in legno,poi risultato di impossibile realizzazione, si è deciso di adottare la soluzione proposta dall’Impresa Poloni e verificata dall’Ing. Verdina.
L’impresa ha pertanto gestito tali lavori, dando incarico ad una ditta specializzata in lavori di consolidamento statico (Bossong) per inserire speciali ancore in acciaio inox posate in aderenza alla muratura con malte speciali iniettate a bassa pressione, previa perforazione dei muri della chiesa, che hanno raggiunto anche i 16 mt. di profondità, eseguite dalla ditta Diamantech.
Assieme alle perforazioni vengono avanti i lavori di rifacimento dell’intonaco, costituito da malte a base di calce della ditta LAFARGE, dato a 3 mani con dosaggi differenti di calce idrata e calce I 60 per ogni strato, e trattamento antisale RBE nei primi 2 mt. inferiori, secondo la relazione tecnica della ditta ARTES.
Dopo l’intonaco rustico è stata eseguita la stabilitura tipo Stacepro su tutte le facciate della chiesa, con particolare attenzione a non coprire le decorazioni di facciata in fase di restauro condotto dalla ditta Studio Arte e Restauro di Pasinetti Giorgio di Trescore: la stabilitura necessita di un periodo di 28 gg per indurire ed essere tinteggiabile.
Il 08/08/2005 sono cominciate le tinteggiature della chiesa eseguite con prodotti specifici ai silicati, le cui colorazioni sono state presentate alla sovrintendente Arch. Renata Demartini dopo una ricerca della direzione dei lavori, che ha preso esempio dalle chiese della zona, rimarcando la tendenza a tingere le pareti piane sfondate con colore più scuro e le lesene e pilastri con colore chiaro; la sovrintendente ha di seguito scelto tre colorazioni per la chiesa e un colore differente per la casa del parroco.
CASA PARROCCHIALE: Per la casa parrocchiale erano inizialmente previsti i soli lavori di stabilitura e tinteggiatura delle facciate. Approfittando dei ponteggi montati per la stabilitura e la tinteggiatura, è stato sistemato anche il manto di copertura, rendendolo omogeneo a quello della chiesa, installando la linea di vita per la manutenzione e sistemando tutti i lucernari esistenti dai quali da tempo si verificavano infiltrazioni d’acqua dovute alle piogge.