Descrizione

ClienteComune di Bergamo
LocationBergamoPiazza Vecchia
Responsabile del ProcedimentoIng. Roberto Faletti
Anno di completamento: Luglio 1997

Natura dell’opera: Lavori di adeguamento impianti e strutture del Palazzo della RagioneCittà Alta

Collocazione

L’edificio, per secoli chiamato Palatium Comunis Pergami, è posto nella città alta, ovvero nella parte racchiusa tra le mura venete. Posto frontalmente al Palazzo Nuovo, oggi sede della Biblioteca Civica Angelo Mai, e lateralmente sia al Palazzo del Podestà che alla Torre Civica (conosciuta anche come Campanone), delimita il lato sud-occidentale di piazza Vecchia, che per secoli è stata il centro politico della città orobica.

Storia

Il palazzo venne edificato al termine del XII secolo, tra il 1183 (data in cui venne siglata la pace di Costanza) ed il 1198, epoca in cui cominciarono a svilupparsi le prime realtà comunali all’interno del Sacro Romano Impero. Anche Bergamo non fu da meno, tanto da dotarsi di questo palazzo comunale citato come Palatium Comunis Pergami in documenti del 1198, che di fatto lo rendono il più antico palazzo comunale italiano. L’edificio mantenne il ruolo di centro politico cittadino anche al termine dell’epoca comunale quando, con l’arrivo della Repubblica di Venezia nella prima metà del XV secolo, venne utilizzato quasi esclusivamente come luogo dove si amministrava la giustizia, da qui “Palazzo della Ragione”, mentre al margine opposto della Piazza Nuova furono costruiti gli ambienti per le assemblee consiliari cittadine. Nel 1513 la struttura fu danneggiata da un incendio, venendo prontamente restaurata. Negli anni 1538-1554 Seguì un più importante intervento di restauro su progetto di Pietro Isabello con il figlio Leonardo. Al termine della dominazione della Serenissima, alla quale subentrò nel 1797 la napoleonica Repubblica Cisalpina, il palazzo perse le prerogative di centro politico cittadino. La decadenza istituzionale si accentuò a partire dalla metà del XIX secolo quando né la dominazione austriaca né il neonato Regno d’Italia garantirono alla struttura un ruolo di rilievo. Soltanto a partire dalla seconda metà del XX secolo l’edificio venne coinvolto in un progetto di rivalutazione in chiave turistica, che ne ha permesso il ritorno agli antichi fasti.

Struttura

In origine la fronte principale del palazzo era rivolta verso la basilica di S. Maria Maggiore, ma fu rivolta verso la Piazza Vecchia, allora Piazza Nuova, negli anni 1462 e 1463 quando la Serenissima fece aprire gli arconi al piano terreno verso la piazza e i finestroni gotici, mentre era già ultimata sin dalla tarda estate del 1457 la scalinata che porta all’ingresso tramite un cavalcavia loggiato e che permette di accedere anche all’attiguo Palazzo dei giuristi. Nel 1464 sulla nuova facciata verso la Piazza Nuova fu collocato il primo grande bassorilievo col leone di S. Marco, dorato su fondale azzurro, in un’edicola valutata dal Filarete venuto appositamente da Milano.

Piano terra

Molto simile ad altri palazzi comunali italiani edificati in epoca medievale, possiede un piano terra aperto su tre lati (in origine due) con porticato. Questo è dotato di una loggia ad arcate acute e a tutto sesto, con pilastri portanti perimetrali e colonne cinquecentesche al centro. I pilastri stessi sono ornati da capitelli con elementi decorativi in stile romanico, tra cui animali ed elementi zoomorfi (leoni, uccelli e scimmie) ed antropomorfi. All’interno del porticato si sviluppa una piccola piazzetta che divide Piazza Vecchia, simbolo del potere politico, dalla piazza del Duomo, simbolo del potere religioso in cui si trovano il Duomo, la Cappella Colleoni e la basilica di Santa Maria Maggiore. Sulla parete vi sono bassorilievi, tra i quali merita menzione la Madonna col Bambino in braccio inquadrato in un’architettura di due colonne con trabeazione e cornici sottostanti, opera di Bartolomeo Manni. La pavimentazione presenta anche un orologio solare, opera dell’abate Giovanni Albrici, risalente al termine del XVIII secolo. Restaurato prima nel 1857 dall’ingegnere Francesco Valsecchi e poi nel 1982, indica le coordinate del punto in cui si trova (longitudine 27°29′ e latitudine 45°43′) e l’altezza sul livello del mare (360,85 m).

Primo piano

Al primo piano si accede tramite una scalinata loggiata (1457), che porta anche agli ambienti superiori del palazzo dei Giuristi, sulla quale sono collocate sculture ed epigrafi di origine medievale e rinascimentale, diverse delle quali provenienti dalla ex chiesa di S. Agostino, tra cui spiccano alcune di Giovanni da Campione. Al termine della scalinata si trova un piccolo cavalcavia che introduce al salone dove si amministrava la giustizia, denominato Sala delle Capriate. In questa si trovano sia ampie finestre a trifora architravata che garantiscono una buona luminosità, sia un accesso al balcone, situato al centro della parete che dà su Piazza Vecchia. Queste soluzioni architettoniche vennero introdotte, o conservate, alla metà del XVI secolo quando, in seguito ad un incendio, l’intero edificio fu sottoposto ad un intervento di recupero, realizzato fra il 1538 ed il 1554, sotto la guida del progettista Pietro Isabello. Vi si trovano inoltre dipinti ed affreschi, tra cui quelli del Bramante custoditi in precedenza nell’attiguo Palazzo del Podestà. Originariamente la facciata esterna era ornata dagli stemmi (ora andati perduti) dei podestà e dei rettori di Bergamo, nonché dal leone di San Marco, distrutto con l’avvento dei francesi e ripristinato solo nel 1933, donato dalla municipalità di Venezia.