Descrizione

Cliente: Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti di Bergamo
Location: Bergamo – Via Borgo Palazzo, 134
Progetto dell’opera: Arch. Silvia Gaggioli – Arch. Antonio Gonella
Anno di completamento: Gennaio 2007

Natura dell’opera: Realizzazione locali per attività diagnostica del centro malattie a trasmissione sessuale (M.T.S.) presso l’ex palazzina direzione della sede di Via Borgo Palazzo

Completamento del piano terzo, installazione ascensore e inserimento scale di sicurezza, restauro facciate, atrio e vano scala, impianti e oneri per la sicurezza

Relazione illustrativa della proposta progettuale

In data 11 novembre 2004, con deliberazione n.1409 del Direttore Generale degli Ospedali riuniti di Bergamo, Dott. Stefano Rossattini, ha conferito all’Arch. Antonio Gonella, l’incarico professionale per la progettazione esecutiva, direzione lavori e coordinamento della sicurezza per la:
Realizzazione dei locali destinati ad attività di diagnostica del Centro per le Malattie
a Trasmissione Sessuale (MTS) presso l’ex palazzina Direzione della sede di via Borgo Palazzo 130 Bergamo.

Premessa storico-architettonica per inquadrare l’edificio oggetto d’intervento nell’ambito più ampio della storia degli edifici sanitari della città di Bergamo.

Breve storia del complesso Ospedale Neuro Psichiatrico

Progettato nel 1888 dall’ ing Elia Fornoni su un’area di circa 9 ettari alle porte di
Bergamo, risulta compiutamente realizzato nel 1892, il 22 settembre dello stesso anno viene inaugurato dal Vescovo e comincia subito a funzionare.
La repentina crescita di pazienti costrinse da subito ad intervenire sul costruito, 21 padiglioni, suddividendo gli ampli cameroni e i soggiorni dei corpi a C e ad H, modificando sensibilmente la distribuzione interna dei vari padiglioni. La Palazzina Centrale sede della direzione del complesso non subì particolari trasformazioni.
Documenti di archivio danno conto di interventi nei vari padiglioni negli anni 1956 59 per interventi di adeguamento alle nuove necessità tecnologiche e igieniche.
Nel 1978 con l’entrata in vigore della legge 180 viene soppresso l’ ONP e nell’area si insediano servizi sanitari e sociali della USL 12 prima, Asl e Ospedali Riuniti dopo; oggi è una vera e propria cittadella sanitaria della Provincia di Bergamo.

Dal 1980 fino ad oggi si sono succeduti diversi interventi, più o meno importanti, volti a ristrutturare parti dei padiglioni per ospitare nuovi servizi sanitari e ospedalieri, adeguamenti impiantistici ed eliminazione delle barriere architettoniche; la proprietà risulta oggi suddivisa tra Ospedali Riuniti di Bergamo e Azienda Ospedaliera della Provincia di Bergamo.
La destinazione urbanistica dell’ex Ospedale Neuropsichiatrico di via Borgo Palazzo 130 comprende le seguenti ZONE DI PIANO: L3 Recinti delle grandi attrezzature urbane; SH servizi a attrezzature pubbliche o di uso pubblico, Servizi ospedalieri e sanitari; la Palazzina Direzione in particolare prevede un grado di intervento RC Risanamento Conservativo. La USSL 12 in data 16 12 1997 ottenne la C.E. n° 927/97 per il completamento il piano terzo al e restauro facciate, lavori mai eseguiti. Gli edifici dell’ EX ONP sono soggetti ad autorizzazione ai sensi del Dlgs n° 42 del 22 10 2004 Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’ art 10 legge 137 del 6 luglio 2003.
La Palazzina Centrale
La palazzina centrale, di proprietà degli Ospedali Riuniti di Bergamo, è occupata ai piani primo e secondo dal servizio di Neuropsichiatria Infantile e al piano terra dal Distretto ASL di Borgo Palazzo, il piano terzo completato al rustico viene adibito con questo intervento alla sede del servizio MTS (Malattie a Trasmissione Sessuale).
Il progetto esecutivo è stato redatto nel rispetto della vigente normativa, in particolare:
• DPR 554/99 REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELLA L. 11 02 1994 N.° 109, LEGGE QUADRO IN MATERIA DI LAVORI PUBLICI E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI.
• DM 18.09.2002 – APPROVAZIONE DELLA REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE
INCENDI PER LA PROGETTAZIONE, LA COSTRUZIONE E L’ESERCIZIO DELLE STRUTTURE SANITARIE PUBBLICHE E PRIVATE.
• REGOLAMENTO EDILIZIO DEL COMUNE DI BERGAMO, REGOLAMENTO DI IGIENE TIPO DELLA REGIONE LOMBARDIA.
• Dlgs n° 42 del 22 01 2004 “ CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO, AI SENSI DELL’ARTICOLO 10 DELLA LEGGE 6 LUGLIO 2003, N° 137” per quanto concerne il restauro architettonico della facciata.
L’intervento sulla Palazzina Esistente comprende i seguenti interventi:
1. Opere murarie e impiantistiche al piano terzo per servizio MTS (Malattie a Trasmissione Sessuale).
2. Inserimento di ascensore in vano predisposto da precedente intervento.
3. Realizzazione di scala di emergenza in parte interna all’edificio e in parte esterna.
4. Compartimentazioni REI 60’ con porte, serramenti e rivestimenti.
5. Restauro delle facciate e dei porticati.
6. Ripristino degli intonaci e tinteggiature originarie nell’atrio e vano scala.
7. Completamento della dotazione impiantistica e della segnaletica antincendio e di
evacuazione.

1. Opere murarie e impiantistiche al piano terzo per servizio MTS (Malattie a Trasmissione Sessuale).
I locali del terzo piano, ora al rustico, (struttura in C.A. completata nel 1994 collaudo statico ing. Giuseppe Berizzi in data 27 01 1994 prot 100102-105561 Ufficio Genio Civile Bergamo) saranno suddivisi in ambienti aventi dimensioni e finiture tali da soddisfare gli standards del servizio MTS (art. 2 legge 135 del 5 giugno 1990, regolamento locale d’igiene e norme vigenti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro),
in particolare sono reperiti :
o due sale attesa separate e diversamente dislocate
o un locale segreteria
o due sale visita medica dotati di lavandini
o due studi medici dotati di lavandini
o una sala polivalente divisibile per il personale operante
o servizi igienici per gli utenti
o servizi igienici per il personale
o ripostiglio deposito
o disimpegno.
La superficie complessiva del piano terzo è di m2 630; la Superficie Utile dei locali è di m2 224,11, La superficie dei locali accessori, scale e terrazzi esclusi, è di m2 57,32, il RAI è assicurato in tutti i locali. Tutti i locali sono condizionati, i pavimenti e le pareti fino a 2 m sono rivestiti di PVC saldato pertanto risultano lavabili.
Ai locali del terzo piano si accede, dall’atrio al piano terra, tramite il vano scala principale ed un ascensore idoneo anche per persone diversamente abili, viene inoltre realizzata una scala di emergenza nel lato sud est dell’edificio.
Nel quadro economico sono inserite le disponibilità economiche per l’acquisto degli arredi ed attrezzature per il servizio MTS.

2. Inserimento di un ascensore in vano predisposto da precedente
intervento.
In considerazione del fatto che nella palazzina centrale sono presenti altri servizi sanitari, in particolare la Neuro Psichiatria Infantile, che genera un consistente flusso di persone, talvolta con problemi motori, si prevede l’istallazione di un ascensore che servirà i piani primo e secondo ( NPI).
In questo modo si rende disponibile per il terzo piano l’ascensore esistente di recente istallazione a norma.
L’ intervento prevede di utilizzare il vano, ora murato, eseguito in cemento armato aprendo le porte ai piani terra primo e secondo.
L’armadio macchine sarà posto in un locale al piano terra adiacente il vano corsa, l’ascensore sarà oleodinamico, il vano corsa sarà dotato in sommità di un foro di ventilazione sfociante in copertura, sono stati previsti oneri per la protezione e la sicurezza delle lavorazioni nei locali che potrebbero essere occupati da personale ed utenti.
3. Realizzazione di scala di emergenza in parte interna all’edificio e in parte esterna.
La vigente normativa in materia (DM 18.09.2002 – APPROVAZIONE DELLA REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INCENDI PER LA PROGETTAZIONE, LA COSTRUZIONE E L’ESERCIZIO DELLE STRUTTURE SANITARIE PUBBLICHE E PRIVATE) richiede la realizzazione di una scala di sicurezza; si è deciso di collocarla all’interno dell’edificio, utilizzando un locale per piano ai livelli 3°, 2° e 1°, fino all’uscita sul terrazzo di copertura dei porticati a sud-est.
Per superare il dislivello del piano terra, e per consentirne l’uso anche alle palazzine
laterali, che in futuro saranno restaurate, è stata collocata nell’angolo nord est una scala esterna metallica di sicurezza.
Le lavorazioni di demolizione dei due solai interessati, di modifica delle dimensioni delle porte (vie di fuga), di realizzazione della parete in cartongesso REI 60’, di posa delle piastre di ancoraggio della struttura delle scale e dei successivi ripristini sono previste senza uso di motocompressori e in generale attrezzature rumorose tali da richiedere l’interruzione del servizio di NPI.
Le parti delle scale metalliche, zincate e verniciate, saranno assemblate in sito con ausilio di ponteggi e paranchi, sono previsti oneri specifici per la sicurezza e la protezione in caso di lavorazione ( posa porte) in locali con possibile presenza di utenti e personale di servizio.

4. Compartimentazioni REI 60’ con porte, serramenti e rivestimenti.
La normativa (DM 18.09.2002 – APPROVAZIONE DELLA REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INCENDI PER LA PROGETTAZIONE, LA COSTRUZIONE E L’ESERCIZIO DELLE STRUTTURE SANITARIE PUBBLICHE E PRIVATE) prevede che i piani siano separati da strutture resistenti al fuoco 60’ per i piani fuori terra e 90’ per i piani interrati.
Pertanto le aperture sui vani scala, sugli ascensori e su alcune via di esodo vengono sostituite con serramenti rispondenti a tali specifiche. Particolare attenzione è posta nella conservazione dei serramenti in ferro dell’atrio del piano primo che, pur non essendo originali del 1892, sono comunque in buono stato.
In particolare saranno:
• sostituite le porte REI 60’ sul vano scala principale,
• fornite nuove porte REI 90’ nei locali di servizio interrati,
• fornite porte REI 60’ sul vano scala emergenza e nel corridoio al piano primo in prossimità dell’uscita sul terrazzo di copertura dei portici
• posato serramento REI ‘ nell’atrio al piano terra di separazione con la scala principale
• modificato senso di apertura dei serramenti metallici al piano terra
• fornite porte REI 60’ sul nuovo ascensore
• reperite le certificazioni delle porte REI 120’ dell’ascensore esistente e completata la segnaletica di emergenza e di esodo.

Per una più completa descrizione si rimanda al progetto esecutivo specifico degli impianti.

5. Restauro delle facciate e dei porticati.
La palazzina centrale da circa 10 anni necessita di interventi urgenti per arrestare il degrado delle facciate.
In particolare negli ultimi anni il degrado è avanzato in modo preoccupante al punto di richiedere interventi di rimozione di distacchi di parti d’intonaco sulla facciata sud;
protezione con reti e ponteggi degli accessi all’edificio.
• Gli intonaci si stanno distaccando su ampie superfici,
• Il bugnato è per buona parte distaccato dalla muratura,
• I cornicioni e le fasce marcapiano in alcuni punti mostrano segni di distacco e cedimento, sono sporchi e quelli a nord sono attaccati dal muschio,
• Alcune colonne in arenaria del portico si sfogliano al piede
• I parapetti in ferro sul terrazzo sono corrosi dalla ruggine, e troppo bassi per le vigenti normative di igiene e sicurezza
• L’impermeabilizzazione del terrazzo di copertura dei portici lascia filtrare l’acqua causando distacchi di intonaco all’intradosso.
• Le persiane in legno hanno il traverso inferiore marcio e la ferramenta di scorrimento non è più funzionante
• L’intervento di rifacimento e sostituzione dei tubi pluviali incassati non è stato completato e la chiusura dei passaggi eseguito con malta cementizia, da rimuovere.
Per i contenuti specifici dello stato di fatto della FACCIATA si rinvia alla relazione tecnica “RILIEVO MATERICO E DEL DEGRADO” a cura dell’architetto Silvia Gaggioli che da conto della situazione attuale e della modalità di intervento.
L’intervento di restauro sulle parti in pietra e cemento decorativo comprende:
• PULIZIA Su tutte le superfici particolarmente infestate da muschi e licheni, si effettuerà l’applicazione di una mano di BIOCIDA C, prodotto specifico, a base di benzalconio cloruro in soluzione acquosa, per l’eliminazione e la prevenzione della crescita di microrganismi (p. es. muffe, muschi, licheni) su materiali edili assorbenti. Il prodotto può essere applicato a pennello o a spruzzo a bassa pressione, quindi dopo 10/15 min. risciacquato con acqua in pressione, a seconda delle condizioni del supporto. In presenza di sporco particolarmente resistente si deve ripetere l’operazione. Lo stesso ciclo di intervento di pulizia è previsto anche per le colonne in pietra serena e per i capitelli, avendo cura di evitare durante le fasi di lavaggio ulteriori perdite di materiale soprattutto per quel che concerne le colonne.

• CONSOLIDAMENTO I supporti oggetto dell’intervento evidenziano uno stato di degrado con significative perdite di materiale (colonne e capitelli in pietra serena). In conseguenza di ciò si consiglia di trattare le superfici con il prodotto denominato, consolidante per supporti lapidei e manufatti assorbenti a base di silicato di etile in miscela alcolica. Il prodotto ha una lenta trasformazione in silice che va a ricostituire il legante del manufatto. Applicato con sistema a compresse, per immersione, a pennello o a spruzzo. Non deve alterare la cromia del supporto, e deve essere compatibile con protettivi silossanici. L’intervento di consolidamento mediante applicazione di silicato d’etile è volto a fermare fenomeni di sfarinamento dovuti a degrado ambientale; qual ora si presentino distacchi di porzioni centimentriche, si prevedono interventi con iniezioni di resine atte ad incollare porzioni di materiale in via di distacco.
• PROTEZIONE Come ultimo intervento, per preservare il grado di pulizia raggiunto e non compromettere il consolidamento effettuato si effettuerà il trattamento l’intera superficie con un prodotto protettivo idrorepellente a base silossanica specifico per materiali lapidei assorbenti e manufatti. Tale protettivo dovrà risultare completamente invisibile, lasciare inalterata la traspirazione del supporto, essere in soluzione solvente per facilitarne la penetrazione e l’applicazione a pennello o a spruzzo e dovrà essere reversibile.
L’intervento sugli intonaci e sul bugnato comprende:
• Scrostatura delle superfici da trattare con la rimozione manuale (punta mazzetta) di tutte le parti incoerenti della muratura degradate in fase di distacco ed asportare eventuali tracce di materiali estranei alla muratura (malta cementizia).

• Preparazione dell’intonaco mediante applicazione della malta umida a base di grassello di calce miscelato con sabbie silicee selezionate in opportuna curva granulometrica onde consentire una reazione idraulica che migliora le caratteristiche dell’intonaco, incrementando le resistenze meccaniche e chimico.fisiche in tempi più brevi. L’applicazione della malta umida da intonaco, va effettuata in un primo strato sottile di rinzaffo (3-5 mm di spess.), per poi proseguire in più mani dello spessore di circa 1-1,5 cm (3 mani) fino al raggiungimento dello spessore desiderato.
• Applicazione della malta umida da intonaco fine a base di grassello di calce miscelato con sabbie silicee selezionate in opportuna curva granulometrica, compreso onere per ricucitura muratura a causa dell’asportazione di parti con
malta cementizia (incassettature pluviali).
• Tinteggiatura pareti esterne mediante applicazione a saturazione su superficie perfettamente asciutta della soluzione consolidante e idrofobizzante traspirante antiefflorescenze saline, a base di alchitrialcossisilani dispersi in acqua (o prodotto equivalente). L’applicazione va effettuata preferibilmente a spruzzo a bassa pressione oppure a pennello (in questo caso a due mani bagnato su bagnato).
• A distanza di almeno 48 ore applicare il prodotto di finitura, pittura minerale reversibile a base di grassello di calce, polveri di marmo e terre colorate (o prodotto equivalente), ottimale per conferire alle facciate esterne un aspetto decorativo pennellato opaco – vellutato.
• Compreso ogni tipo di assistenza muraria, oneri per la protezione delle parti in
pietra, serramenti (in considerazione del fatto che l’edificio sarà funzionante come servizio di NPI).
Rimozione delle griglie a scomparsa e relativa ferramenta di scorrimento, riparazione e sostituzione delle parti ammalorate compreso il meccanismo di scorrimento e chiusura, verniciatura con colori a scelta della DL sentito il parere della Soprintendenza.
Pulitura e sistemazione parapetti in ferro e pilastrini in cemento decorativo sulla copertura del porticato, spazzolatura, sverniciatura, nuova verniciatura con smalto ferromicaeo con colori a scelta della DL sentito il parere della Soprintendenza.
6. Ripristino degli intonaci e tinteggiature originarie nell’atrio e vano scala.
L’atrio del piano terra e il vano scala sono stati più volte ritinteggiati anche con smalti che, non permettendo la traspirazione della muratura, ora si scrostano e si esfoliano. E’ prevista la rimozione degli strati di smaltatura e tinteggiatura fino al raggiungimento dell’intonaco originario, la ricostruzione dell’intonaco che si scrosta ed è stato danneggiato dall’umidità la nuova tinteggiatura con latte di calce previa indagine stratigrafica per determinare le tinte originarie.
Per le lavorazioni interne all’atrio e alla scala si dovrà attendere il completamento della realizzazione della scala di emergenza e di istallazione del nuovo ascensore per consentire il normale funzionamento del servizio di NPI ai piani primo e secondo.