Descrizione

Cliente: Parrocchia della Beata Vergine Immacolata di Longuelo
Location: Bergamo – Via Mattioli, 57 – Quartiere Longuelo
Progetto dell’opera: Arch. Paolo Belloni – Ing. Luigi Coppola
Anno di completamento: Giugno 2016

Natura dell’opera: Restauro delle superfici esterne in calcestruzzo armato della Chiesa Parrocchiale Beata Vergine Immacolata

Il progetto per la chiesa della Beata Vergine Immacolata a Longuelo prende vita nel 1961 e fa seguito ad una serie di ricerche dell’architetto Pino Pizzigoni sul comportamento statico delle volte sottili, iniziate a partire dal 1956 con la progettazione di coperture sperimentali a Zandobbio, a cui seguirono le realizzazioni dello stabilimento Comana a Seriate, degli Asili CEP nel quartiere di Monterosso a Bergamo ed infine, nella prima metà degli anni ’60, del caseificio a Torrepallavicina. Nata dalla volontà di coniugare l’elemento strutturale con l’aspetto architettonico e sacro generando una “massa modellata” che unisca al suo interno i concetti di movimento, di luce, di raccoglimento, la chiesa si sviluppa, secondo le parole dello stesso Pizzigoni “come un accostamento di quattro parti uguali ed indipendenti, costituenti i 4/4 dell’insieme; in corrispondenza degli assi principali, trasversale e longitudinale della chiesa diviene a formare così un giunto completo di separazione, che permetterà di costruire ognuna delle parti indipendentemente dall’altra anche come tempi di esecuzione […].  Si tratta in sostanza di quattro volte leggere a doppia curvatura, orientate, collegate ad anello tra loro e, a parziale occlusione del vuoto dell’anello, da una quinta volta che lasci passare luce essenzialmente di riflesso, in tal modo le finestre non si vedranno all’interno e l’ambiente della chiesa un carattere misterioso e riservato, adatto alla preghiera. Ognuna di queste cinque volte è costituita da un contorno a forma di quadrilatero sghembo, racchiudente una superficie a sella, con una sezione tesa e concava nel senso di una diagonale e una sezione compressa e convessa nel senso dell’altra diagonale; l’insieme risulta un tutto rigido che trasporta gli sforzi interni sui quattro lati rettilinei di contorno, a loro volta non inflessi bensì sopportanti sforzi unicamente assiali […]”.