Descrizione

Cliente: Comune di Trenzano
Location: Trenzano (BS) – Via San Valentino – Frazione Cossirano
Progetto dell’opera: Arch. Carmine Colucci – Ing. Giuseppe Giordano
Anno di completamento: Marzo 2007

Natura dell’opera: Lavori di recupero della cascina ex Urbani in Cossirano

Il progetto ha previsto il recupero conservativo della “Cascina ex Urbani”, piccolo nucleo edificato all’inizio del XIX secolo che aggrega l’intorno costruito del centro storico di Cossirano.

A parte le nude murature portanti ed una modesta parte delle esistenti strutture lignee, non vi erano negli edifici della Cascina ex Urbani elementi strutturali e di completamento che potevano essere conservati tal quali, o consolidati e restaurati. I pavimenti mancavano quasi ovunque, gli intonaci erano danneggiati e spesso cadenti, le strutture lignee dei solai e delle coperture erano generalmente degradate, e comunque non riutilizzabili per le nuove destinazioni ed alla luce delle normative vigenti; gli infissi mancavano o erano totalmente irrecuperabili. Per quanto riguarda le murature, erano presenti notevoli fenomeni fessurativi e partite murarie degradate o di spessore troppo ridotto. Inoltre le fondazioni erano estremamente superficiali ed inadeguate.

L’edificio si compone di 3 corpi di fabbrica, quali di seguito descritti.

Il corpo 1, situato a nord della corte interna che, in adiacenza alla torre campanaria, fronteggia la chiesa parrocchiale su via S. Valentino, e’ rilevabile dalla mappa napoleonica del 1823 e si sviluppa su due livelli. Il prospetto interno e’ caratterizzato da un portico realizzato in epoca successiva, riportato sulla mappa catastale del regno Lombardo-Veneto 1852, accessibile da un ampio portone che si configura come portale d’ingresso dalla piazzetta antistante alla corte interna.

Il progetto di riuso ha previsto, al piano terra, le seguenti funzioni: due accessi separati alle due unita’ residenziali poste a primo livello, un ufficio anagrafe, uno sportello bancario, un nuovo portico di attraversamento carrabile verso la corte interna, una bottega integrata, eventualmente, con l’alloggio adiacente alla Torre.

Il corpo 2, situato a sud rispetto alla torre campanaria, e’ caratterizzato da tre locali che si susseguono al piano terra e che si ripetono strutturalmente al primo livello.

Il progetto di riuso ha previsto, al piano terra, due ambulatori con relativi spazi di servizio; al primo piano, accessibile mediante la ricostruita scala esterna, una unita’ abitativa.

Il corpo 3, anche riportato sulla mappa catastale del Regno d’Italia del 1898, definisce il prospetto sud e la geometria della corte interna e fu costruito come “barchessa” del principale corpo storico. Il piano terra era destinato a deposito delle attrezzature agricole, mentre il primo livello “sottotetto” veniva utilizzato in parte a fienile ed in parte a deposito agricolo, nel rispetto della tipologia architettonica che caratterizza il tradizionale paesaggio agricolo lombardo. Per la parte di questo corpo sulla quale si è intervenuti, il progetto di riuso ha previsto una sala polifunzionale su due livelli ed un portico di attraversamento verso gli spazi pubblici a sud previsti del PdR.

Con il ridisegno complessivo del manufatto, il progetto di restauro conservativo finalizzato alla destinazione d’uso prevista dal PdR., ed in particolare con l’adeguamento ad i nuovi standard prestazionali, particolare attenzione e’ stata posta al rapporto con il preesistente. Attente integrazioni funzionali hanno previsto una serie di elementi architettonici nuovi: l’ascensore, le scale, le invetriate e l’attacco a terra delle stesse, utilizzando vari materiali opportunamente intrecciati come, le pietre naturali, il legno, l’acciaio. Sono questi i criteri che hanno in sostanza caratterizzato sia spazialmente che tipologicamente la configurazione della moderna “barchessa”, rendendola funzionale ad accogliere le nuove destinazioni previste dal progetto.